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Valeria Carrieri. Portagioie

DiPaul Polidori

Apr 4, 2025

CIADD NEWS 24... in diretta RADIO e TV

Roma, Casa Vuota (via Maia 12, int. 4A)

5 aprile – 1 giugno 2025
Inaugurazione sabato 5 aprile 2025 (orari 18-21)

Dal 5 aprile al 1 giugno 2025 Valeria Carrieri popola di ninfe Casa Vuota a Roma, in
occasione della mostra Portagioie curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo.
Portagioie è la prima personale dell’artista e viene ospitata dall’appartamento-galleria di via Maia
12 al Quadraro. L’appuntamento del vernissage è sabato 5 aprile dalle ore 18 alle ore 21. Dopo
l’inaugurazione, la mostra si può visitare su appuntamento, prenotando ai numeri 3928918793 o
3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com .
UN CORO DI NINFE IN UNA CASA VUOTA – «Le stanze di Casa Vuota – spiegano i
curatori della mostra Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – danno a Valeria Carrieri l’occasione
di una prima e ampia restituzione al pubblico di un progetto di ricerca che l’artista porta avanti a
partire dal 2022 sulle figure mitologiche delle ninfe e sulla rilettura del mito antico. Viene
presentata nella forma di una grande installazione site-specific costruita dall’artista per abitare lo
spazio espositivo domestico, secondo le regole di una sintassi onirica che dispone sculture, dipinti e
ricami in dialogo tra loro. La produzione più recente di Carrieri è l’evoluzione di un discorso più
ampio e di respiro decennale sulle immagini e le metafore del giardino. A partire dall’esperienza
dell’osservazione di una pianta di cappero nella residenza del Simposio di Pittura curata da Luigi
Presicce alla Fondazione Lac O Le Mon di San Cesario di Lecce, l’artista inizia a intuire e a vedere
apparire volti umani negli organismi vegetali, che si rendono visibili dapprima nelle forme
stilizzate del disegno e poi anche attraverso la pittura, il monotipo e la scultura, con una
predilezione per la ceramica e la cartapesta. Nasce così la serie di lavori intitolati Ninfa domestica,
popolata prima di presenze singole e poi di entità plurali, che si trova in poco tempo a contendere
l’attenzione dell’artista con un’altra serie di opere analoghe, quella delle Naiadi, dedicate però alla
personificazione dell’elemento acquatico. Le Naiadi prendono la forma di volti che fanno capolino
dall’interno di brocche o di vasi, in cui riecheggiano lontanamente le strutture dei canopi etruschi e, più
in generale, dei vasi funerari. Ma questo non deve trarre in inganno: l’arte di Valeria Carrieri è vitale
e gioiosa di una gaiezza puerile, spontanea e leggera. Si nutre delle immagini prodotte dall’arte
popolare, brut, naïf, mescolando mondo preromano e medioevo, barbarismi e mitologia, di cui
cercare tracce, frammenti e retaggi nella quotidianità e di cui fare riscritture critiche e ironiche.
Coniuga, con vertiginosa sapienza, la leggerezza dei giochi infantili con la profondità di una riflessione
teorica volta ad approfondire il ruolo del femminile sia in prospettiva storica, sia in termini di
produzione di immaginario, a partire dalla figura emblematica di Dafne che si trasforma in alloro per
sfuggire ad Apollo. Le ninfe di Carrieri prendono la parola per rinovellare la storia terribile e
affascinante del “silenziamento” di Dafne, modello dei meccanismi che riducono al silenzio tutti i
soggetti sottoposti al potere maschile e prevaricatore. Quanti non detti in queste storie che crediamo di
conoscere così bene! Quante voci sono ancora da ascoltare e reclamano un posto nel palcoscenico della
cultura e della coscienza collettiva, sembra dirci Carrieri, senza però avere la pretesa di insegnarci
nulla».
UN DIALOGO CON IL NOVECENTO – A sottolineare la natura site-specific dell’intervento
dell’artista, alcune opere che Valeria Carrieri ha realizzato per la sua prima mostra personale si
pongono in dialogo diretto con opere di artiste del Novecento appartenenti alla collezione dei
padroni di casa. E così una china di Antonietta Raphaël si rispecchia in una piccola acquaforte di
Carrieri, una rara ceramica di Ercolina Baroni e un dipinto su carta di Nedda Guidi ispirano due
grandi sculture in cartapesta e un autoritratto giovanile di Paola Consolo si rapporta con il tema
dell’autoritratto che sottende, come filo conduttore e come chiave di lettura, l’intera partitura del lavoro
di Valeria Carrieri. In mostra si trova inoltre una serie di piccoli ricami, opere indossabili e potenti
come talismani, eseguiti in maniera spontanea e quasi infantile. Per realizzarli l’artista riprende e fa

/ Comunicato stampa

CONTATTI CON LA STAMPA: 328.4615638 | 392.8918793 | fpdrcomunicazione@gmail.com

proprie le miniature medievali che raccontano i miti classici in modo straniante dal punto di vista della
forma, con rappresentazioni grottesche, senza il senso della prospettiva e delle proporzioni e senza
alcuna pretesa di realismo. «In generale – spiega l’artista – mi piace l’idea di ripescare in genealogie
di creazione di artiste donne e di artiste anonime. Una parte importante del mio lavoro è da
sempre ispirata a una produzione folklorica e popolare. Mi affascina da una parte un’idea non
autoriale dell’arte, un’arte senza firma, e dall’altra mi interessa allargare la nozione di autore,
che mi appare così ristretta nei confini di un canone artistico e letterario».
PICCOLE GIOIE PER UN’AUTORITRATTO – «È l’autoritratto il grande tema con cui l’arte
di Valeria Carrieri si esercita», scrivono Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. «È un
Autoritratto notturno, come dice il titolo di una delle opere in mostra, dislocato negli oggetti del
quotidiano: una composizione di elementi variegati, compresenti in una dimensione onirica,
surreale e ironica, legati tra loro da un profluvio di acqua e pianto. Sono oggetti spesso ginomorfi
quelli che realizza, femminilizzati o riconducibili alla sfera semantica del femminile: quasi un kit
di sopravvivenza destinato alla sua Dafne per prepararla a tutte le evenienze di una quotidianità
irta di ostacoli. Valeria Carrieri è interessata a mostrare il confine labile tra antropomorfismo, regno
vegetale e vita degli oggetti. Le entità che animano il suo universo creativo possono trasformarsi le une
nelle altre senza soluzione di continuità. A ispirarla sono il paradigma “idrofemminista” della scrittrice
Astrida Neimanis e il pensiero di Barbara Johnson. Il racconto di un sé intessuto di mille altri racconti
porta l’artista a fare un conto tragicomico delle sue lacrime, preziose come gioielli, che si fanno
conservare con devozione in un Portagioie fatto mostra e che albergano tra i segreti insondabili di
piccoli cofanetti che l’artista modella in forma di sculture apribili. In un meccanismo metanarrativo,
la casa stessa diventa scrigno di storie, citazioni, visioni, trasmutazioni e apparizioni. Si palesano,
di volta in volta, come manifestazioni di uno stupore domestico, che si traduce in sculture, oggetti
e artifici visuali disposti a comporre un’unica grande installazione. Il visitatore la attraversa e, lì
dove sosta, il tempo della sua fruizione si fa insolita e ironica rivisitazione di un patrimonio comune
riletto dai margini della storia. Ribaltando i ruoli, è il racconto di Dafne, una figura da sempre sfuggente
e mai diventata davvero protagonista, e non quello di Apollo che Valeria Carrieri vuole mettere al
centro, rivendicando le ragioni e le dinamiche di una metamorfosi che abbraccia non solo il mondo
vegetale e l’oltreumano ma anche il ruolo e il peso delle donne nella storia, nella cultura e nell’ordine
del mondo».
Valeria Carrieri (1987) è un’artista e ricercatrice con un percorso multidisciplinare. Ha studiato
Letteratura tra Roma, Siena e Losanna e Arti visive alla Haute École des Arts du Rhin di Strasburgo. La
sua ricerca si nutre di pittura e letteratura guardando contemporaneamente alle arti cosiddette brut e
popolari, alla poesia e al teatro. Nella sua pratica – che consiste in testi, disegni, monotipi, ricami,
dipinti e sculture, principalmente in cartapesta e ceramica – interroga lo spazio silenzioso tra arte, mito e
vita quotidiana, il limite indefinibile tra antropomorfismo e oggettualità. Vive a Roma, sua città natale.
Tra le mostre si segnalano nel 2025 a Milano Dafne suite / il Diluvio a Studiolo Bureau e Intorno alla
Stella alla Nashira Gallery, nel 2024 Studiolo at rue du Dragon a Parigi, Drawingsssssss a Studiolo
Bureau a Milano, Viafarini Open Studio a Milano, Guerriere d’amore nel sogno con Valentina Lupi a
Tana delle Tigri a Firenze, Nei giardini non dorme l’erba a IUNO a Roma e Li Sibburchi a Lecce.
INFORMAZIONI TECNICHE:
TITOLO DELLA MOSTRA: Portagioie
ARTISTA: Valeria Carrieri
LUOGO: Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int. 4A
QUANDO: dal 5 aprile al 1 giugno 2025
ORARI: visitabile su appuntamento
VERNISSAGE: 5 aprile 2025 (orari: 18-21)
INFORMAZIONI: cell. 392.8918793 – 328.4615638 | email vuotacasa@gmail.com | INGRESSO

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Dir. artistica Emanuela Petroni
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