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ARTI MARZIALI e CINEMA CINESE fra mito e politica con WILFRIED LEICHERT

DiPaul Polidori

Feb 27, 2025

CIADD NEWS 24... in diretta RADIO e TV

Mercoledì 5 marzo ore 18

TEATRO MANZONI, VIA MONTEZEBIO 14, Roma
Se il Western è il cinema americano per eccellenza, il cinema di Arti marziali è il cinema
cinese per eccellenza.
Wilfried Leichert, sinologo e cultore di cinema, ci porta alla scoperta di come e quando sia
nato, come sia stato represso e risorto, questo genere che ormai da anni ha conquistato
gli studi di Hollywood e le sale cinematografiche di tutto il mondo.
Con “ARTI MARZIALI E CINEMA CINESE, fra mito e politica” – mercoledì 5 marzo alle
18, al Teatro Manzoni di Roma – Wilfried Leichert, farà scoprire al pubblico che il
cinema di Arti marziali è molto di più di un semplice cinema di intrattenimento.

Le Arti marziali sono una forma di combattimento nata in Cina e in Giappone,
profondamente radicata nella storia di questi paesi e nella loro tradizione. In occidente, li
abbiamo scoperti con i film giapponesi di Kurosawa negli anni Cinquanta, e negli anni
Settanta con quelli cinesi di Kung Fu, con Bruce Lee.
Il genere si è poi diffuso nella cinematografia di altri paesi e ormai non c’è film d’azione
che non includa scene di Arti marziali. Le nuove produzioni come “La Tigre e il Leone” del
2000 e “Everything Everywhere all at Once” del 2022 di Daniel Kwan, hanno
rispettivamente valso l’Oscar al regista Ang Lee e all’attrice Michelle Yeo, prima attrice
asiatica a vincere l’Oscar.
Ma è da sottolineare come questi film stiano creando un’identità culturale, una “cinesità”
che spiega l’immenso successo negli anni Settanta e Ottanta fra i cinesi emigrati. E questa
ricerca di identità la vedremo nelle nuove produzioni della Repubblica popolare, racconta
Leichert.
Avvalendosi di diversi spezzoni di film – dai primi degli anni Sessanta a quelli di Jackie
Chan (‘Drunken master’, ‘Due mine vaganti’) ai cartoni “Kung Fu Panda”, un successo
blockbuster giunto alla quarta serie – Leichert inserisce il genere in un contesto socio-
culturale e politico. Opera non semplice e immediata. I film di arti marziali cinesi vanno da
quelli di Kung Fu a quelli di Wuxia (il gioco di spade). E in effetti provengono da tre Cine:
Hong Kong, Taiwan e la Cina popolare, diverse socialmente e politicamente. In altre
parole, anche se ci sono una tendenza a uno stile comune e delle regole generali, non
esiste un cinema nazionale cinese unico, bensì un cinema composito delle “tre Cine”.
Nato come puro intrattenimento, è oggi anche un veicolo per promuovere l’etica cinese e
confuciana. Come tale contribuisce alla creazione di un’identità nazionale per tutti i cinesi,
dentro e fuori dalla Cina popolare. È quindi un altro strumento del soft power del Partito
comunista cinese che vuole promuovere e diffondere i suoi ideali e le sue politiche. Allo
stesso tempo, dà identità alle diverse contro-culture nella loro resistenza a qualsiasi status
quo.
“In un mondo in cui l’Europa sembra essere schiacciata tra le due superpotenze, America
e Cina, credo sia necessario cercare di capire questi due paesi, esaminandoli anche da
angoli diversi – dice Leichert – e comprendere il cinema di Arti marziali è un modo per
capire un pezzetto della Cina contemporanea”.
Matematico e sinologo, Wilfried Leichert è nato a Bielefeld, in Germania, e ha svolto gran
parte della sua carriera di studioso, economista e uomo
d’affari all’estero, in posizioni dirigenziali per aziende
multinazionali, in particolare in Cina, Svizzera, Ungheria, e
Stati Uniti. In Giappone ha lavorato come console per le
relazioni economiche.
Appassionato di cinema, soprattutto quello di Arti marziali,
ha studiato a fondo l’argomento, scritto saggi e tenuto
conferenze nei circoli cinematografici di Berlino e anche
all’Università di Pechino e all’Istituto Italiano di Cultura di
Pechino.
Al Teatro Manzoni ha già tenuto una conferenza sul cinema

Western.


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1
Dir. artistica Emanuela Petroni
Salve, posso esserti utile ?